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Esperienze di scrittura e lettura. Un blog sulla letteratura, sulla storia, sulla fotografia. A cura di Stefano Mannucci.
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lunedì 3 settembre 2018
Un inverno gelido dopo un autunno caldo - Frammento #1
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Un inverno gelido dopo un autunno caldo
martedì 23 gennaio 2018
Un inverno gelido dopo un autunno caldo - Incipit
Sembra
Il vento di dicembre agitava le luminarie che - ancora spente - erano appese agli angoli dei palazzi e fluttuavano nella nebbia che si alzava come ogni sera nelle strade.
I lampioni stentavano ancora ad accendersi, brillando a sprazzi intermittenti.
Una volta accesi, le loro luci avrebbero irradiato i rami secchi degli alberi, le cui ombre avrebbero danzato come mani scheletriche sul selciato e sui corpi dei passanti.
Un foglio del giornale della mattina - con le sue parole rese ormai vecchie dalle ore appena trascorse - rotolava abbandonato ed inutile sul grigiore del lastricato.
Un bambino giocava sul bordo del marciapiede, inseguito dalle urla materne che gli intimavano di fare attenzione a non toccare con le mani le foglie di ortica che selvagge crescevano sulle mura.
I palazzi erano silenziosi, resi neri dallo smog che denso formava una coltre che oltre non si riusciva a guardare.
Un nuovo Natale stava arrivando.
Era ormai giunto alle porte.
Ma quella donna - che camminava incupita nel silenzio dei suoi pensieri, il volto abbassato verso terra come se sentisse sul capo tutto il peso di quel cielo ferito dal giorno morente - sembrava ancora non accorgersene né felicitarsene.
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Un inverno gelido dopo un autunno caldo
mercoledì 19 aprile 2017
Frammenti di vite altrui #1
Tratto dal racconto FRAMMENTI DI VITE ALTRUI. RACCONTO BREVE DI UN FOTOGRAFO DI STRADA
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sabato 19 novembre 2016
I trilobiti di Breece D’J Pancake
Aveva ventisei anni Breece D'J Pancake quando morì per un colpo di
pistola - sparato da lui stesso - in un giorno di aprile del 1979. Il suo
vero nome era Breece Dexter Pancake, ma quando nel 1976 il mensile
americano Atlantic Monthly pubblicò il racconto Trilobites, qualcuno sbagliò a
scrivere il suo nome e lui - come racconta Giacomo Papi
nell'introduzione all'edizione italiana edita da Isbn Edizioni - decise
di lasciarlo lo stesso scritto a tal modo. Perchè Pancake scriveva
racconti. Nato a South Charleston, nel West Virginia, i suoi racconti
erano spesso ambientati proprio in queste terre. Con una scrittura
scarna, asciutta, minima ed essenziale, ma capace di produrre immagini e
sensazioni vivide, in questi racconti emerge la natura spesso aspra ed
isolata, gli animali viventi ed i fossili del passato, la desolazione e
lo splendore dei paesaggi, il tempo atteso e quello che sembra essersi
fermato per sempre, il desiderio di fuggire anche se alla fine si rimane allo stesso posto, scene di vite perdenti e fragili, quelle stesse vite dai cui
spesso rimane impressa addosso al lettore un vago senso di solitudine.
Una
solitudine che permea i pensieri ed i gesti dei protagonisti dei
racconti, che affiora nelle descrizioni delle terre immense e desolate,
che pervade le pagine del libro. Soltanto qualche anno dopo la sua morte,
per la precisione nel 1983, i suoi racconti vennero pubblicati in una
raccolta postuma. Pubblicati per la prima volta in Italia dalla casa
editrice Isbn nel 2005 - e successivamente in edizione economica nel
2010 -, i dodici racconti sono stati nel 2016 ristampati dalla Minimum Fax - casa editrice sempre attenta ad offrire ai lettori italiani opere interessanti - con la nuova traduzione di Cristiana Mennella. Un'occasione per leggere i racconti di un'autore
che, osannato oltreoceano - citato da Tom Waits come suo autore
preferito, ed il cui debutto è stato paragonato per talento da Joyce
Carol Oates ad Hemingway -, nel corso degli anni è diventato uno
scrittore di culto.
Una
solitudine che permea i pensieri ed i gesti dei protagonisti dei
racconti, che affiora nelle descrizioni delle terre immense e desolate,
che pervade le pagine del libro. Soltanto qualche anno dopo la sua morte,
per la precisione nel 1983, i suoi racconti vennero pubblicati in una
raccolta postuma. Pubblicati per la prima volta in Italia dalla casa
editrice Isbn nel 2005 - e successivamente in edizione economica nel
2010 -, i dodici racconti sono stati nel 2016 ristampati dalla Minimum Fax - casa editrice sempre attenta ad offrire ai lettori italiani opere interessanti - con la nuova traduzione di Cristiana Mennella. Un'occasione per leggere i racconti di un'autore
che, osannato oltreoceano - citato da Tom Waits come suo autore
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Carol Oates ad Hemingway -, nel corso degli anni è diventato uno
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